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01/11/2018

Trittico Coevo

Era l’anno 2007 quando Andrea e Cesare Cecchi decisero, di creare un vino che rappresentasse al meglio i territori più cari alla Famiglia, il Chianti Classico e la Maremma, dando vita a Coevo. 

Coevo viene prodotto lavorando molto sulla ricerca della massima qualità per ogni annata, mantenendo come punto di rifermento la varietà che lega Famiglia Cecchi al proprio territorio: il Sangiovese. Il gusto è un elemento dinamico, che si evolve e varia nel tempo, ed è proprio sul tema del tempo che si basa la filosofia di Coevo, riproposta anche nell’etichetta da un pensiero di Sant’Agostino, graficamente stilizzato in forma di clessidra. Coevo rappresenta la sintesi di un percorso molto profondo e importante nella storia di Famiglia Cecchi. È memoria della tradizione, riferimento per il presente, ma soprattutto per il futuro e unisce in sé due importanti territori: il Chianti Classico e la Maremma. Dal Chianti Classico provengono le uve Sangiovese e Cabernet Sauvignon, dalla Maremma le uve Merlot e Petit Verdot, le cui percentuali variano di vendemmia in vendemmia. 

Oggi, a distanza di dieci anni, Famiglia Cecchi presenta un cofanetto, custode di tre importanti annate 2010, 2011, 2013. 

Famiglia Cecchi apre le porte ai giovani artisti

Da tempo la passione per l’artedella Famiglia Cecchi è stata alimentata dalla capacità evocativa del vino, degli uomini e della terra che lo producono. 

Il progetto trittico nasce con l’obiettivo di creare qualcosa di permanente nel tempo. Una sorta di simbolo da conservare, contemplare e godere.  Da qui nasce la volontà dell’azienda nell’aprire le porte ad una contaminazione artistica di primo livello. Ecco allora la collaborazione con lAccademia delle Belle Arti di Firenze, i cui studenti sono stati coinvolti per interpretare e raccontare con i propri strumenti l’universo Coevo.

Le opere dei giovani artisti

Sono nati così 45 disegni che, dopo una prima selezione, sono diventati otto, dai quali Famiglia Cecchi ne ha scelti tre, premiando rispettivamente:

Maryam Karamj (Iran)

Teresa Parenti (Italia)

Eugenya Pankratova (Russia).

Il tetraedro come confezione

Il Trittico Coevo diventa quindi un tetraedro in legno scuro, che racchiude e custodisce tre memorabili annate, adatto non solo come cadeau per eno-appassionati, ma anche come œuvre d'art da esposizione. 

Tiratura limitata

La produzione è limitata a 200 pezzi, ognuno dei quali numerato e personalizzato con una nota descrittiva frutto dell’artista ed acquistabile in selezionate enoteche e wine bar a partire da 600 euro.  

MARYAM KARAMJ

<<Nel composito generale i due cerchi rappresentano due occhi, il primo quello più piccolo risulta essere dettagliato e definito, sinonimo di lucidità, mentre quello più grande si dilata perdendo la sua definizione, degenerando in una forma monocromatico che richiama con il suo calore la pienezza, la rotondità e il colore del vino. Per il resto il rettangolo più grande rappresenta il tappo della bottiglia mentre le altre forme sono semplici sentimenti ed emozioni, ispirazioni provate durante il processo compositivo, che rappresenta non un semplice concept ma la mia personalità.>>  

TERESA PARENTI

<<Il lavoro esprime quello che per me rappresenta un bicchiere di vino: un momento di riunione tra amici o in famiglia in cui le fatiche della giornata vengono dimenticate e il tempo e la fretta non hanno più nessuna importanza. Per questo nella mia opera non viene rappresentato un luogo reale, bensì uno spazio interiore, quasi fiabesco. L’unica indicazione sul tempo è un orologio che marca la differenza tra il lavoratore, costretto a seguire i ritmi frenetici della giornata, e “il momento del vino”, nel quale il tempo non ha importanza.>> 

EUGENIYA PANKRATOVA

<<In questa proposta ho realizzato un’immagine composta da elementi naturali e artificiali, ho voluto rappresentare il vento, la terra, il cielo fusi con costruzioni umane. Il colore dominante è quello del vino, ma il vento si tinge anche di terra e qualcosa come acqua, nubi o cielo che entrano in scena con il proprio colore. Ho armonizzato gli elementi facendoli penetrare e fondendoli nella stessa atmosfera in modo da suggerire l’azione comune di uomo e natura in un continuo intento creativo.>>

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